Trauma, disturbo da stress post-traumatico e terapia EMDR
Percorsi di psicoterapia per elaborare esperienze traumatiche recenti o lontane nel tempo, per adulti, adolescenti e bambini, nello studio di Fidenza.
Che cos’è un trauma
Si parla di trauma quando un’esperienza supera le risorse disponibili per affrontarla in quel momento. Il ricordo non viene elaborato come gli altri: resta “bloccato” con le emozioni, le sensazioni corporee e i pensieri di allora, e si riattiva nel presente come se l’evento fosse ancora in corso.
Possono essere traumatici eventi singoli che mettono in pericolo la vita o l’integrità propria o di altri, come incidenti, aggressioni, violenze, lutti improvvisi, diagnosi gravi, calamità. Lo sono anche esperienze ripetute nel tempo, soprattutto nelle relazioni importanti: umiliazioni, trascuratezza, svalutazione, bullismo, un clima familiare imprevedibile. In questo secondo caso si parla di trauma relazionale o complesso.
Quello che rende traumatica un’esperienza non è solo la sua gravità oggettiva, ma il modo in cui è stata vissuta e registrata.
Come si manifesta
Gli effetti di un trauma possono comparire subito o a distanza di mesi o anni. I più frequenti:
Ricordi che si impongono: immagini, flashback, incubi, reazioni intense di fronte a ciò che ricorda l’evento.
Evitamento: di luoghi, persone, situazioni, pensieri o conversazioni legati a quanto accaduto.
Allerta costante: sobbalzi, irritabilità, difficoltà a dormire e a concentrarsi, sensazione di non essere mai al sicuro.
Convinzioni negative su di sé e sul mondo: «È colpa mia», «Non valgo», «Non posso fidarmi di nessuno», con vissuti di colpa e vergogna.
Distacco: sensazione di intorpidimento emotivo, di irrealtà, di essere lontani da sé e dagli altri.
Quando questi sintomi durano più di un mese e interferiscono con la vita quotidiana, si può configurare un disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Spesso il trauma resta sullo sfondo di altre difficoltà: ansia, attacchi di panico, depressione, problemi nelle relazioni.
Nei bambini il trauma si esprime spesso attraverso il comportamento: paure nuove, regressioni, disturbi del sonno, irritabilità, gioco ripetitivo, calo a scuola.
La terapia EMDR
L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, cioè desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un metodo psicoterapeutico strutturato, sviluppato da Francine Shapiro alla fine degli anni Ottanta.
Durante la seduta, mentre la persona richiama il ricordo disturbante, il terapeuta utilizza una stimolazione bilaterale alternata: movimenti oculari, tocchi leggeri sulle mani o suoni. La stimolazione favorisce l’elaborazione dell’informazione rimasta bloccata. Il ricordo non viene cancellato. L’obiettivo è che perda la carica emotiva che lo rende disturbante e che venga integrato con una prospettiva più adattiva su di sé.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica l’EMDR, insieme alla psicoterapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma, tra i trattamenti raccomandati per il disturbo da stress post-traumatico in adulti, adolescenti e bambini.
Come si lavora in studio
Elaborazione. Si lavora sui ricordi individuati, uno alla volta, con il protocollo EMDR, all’interno di un percorso psicoterapeutico più ampio.
Integrazione. Si verificano gli effetti nelle sedute successive e si lavora sulle situazioni presenti e future che il trauma ha condizionato.
Con bambini e adolescenti il protocollo è adattato all’età e i genitori sono coinvolti nel percorso.
Entrambe le psicoterapeute dello studio sono formate nella terapia EMDR.
Il percorso si articola in tre momenti:
Valutazione e preparazione. I primi colloqui servono a ricostruire la storia, comprendere come il trauma incide oggi e definire gli obiettivi. Prima di lavorare sui ricordi si rafforzano le risorse per gestire le emozioni intense: è una fase che si allunga quando il trauma è complesso.
Domande frequenti
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No. Anche esperienze che dall’esterno sembrano minori possono lasciare un segno duraturo, soprattutto se ripetute o vissute nell’infanzia. Conta l’effetto che hanno ancora oggi.
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No. Durante la seduta la persona resta vigile e consapevole, mantiene il controllo e può interrompere in qualsiasi momento.
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Possono emergere emozioni intense, ricordi o sogni nei giorni successivi. Di solito è transitorio e fa parte dell’elaborazione. La fase di preparazione serve proprio a fornire gli strumenti per gestirlo.
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Dipende dal tipo di trauma e dalla storia della persona. Un evento singolo e recente richiede in genere un percorso più breve di un trauma relazionale o ripetuto. Una stima si definisce dopo la valutazione iniziale.
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Sì. Esistono protocolli specifici per l’età evolutiva, che usano il gioco, il disegno e la narrazione e coinvolgono i genitori.
Un primo passo
Il primo colloquio serve a capire che cosa sta succedendo e se un percorso focalizzato sul trauma è indicato.
Terapeuta EMDR I e II livello
Bambini e adulti
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